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Questa è la piu antica rappresentazione del cielo e delle costellazioni, risale al tempo degli dei ed è opera del dio Efesto. (OMERO-XVIII CANTO dell'ILIADE)
Descrizione dello scudo di achille realizzato dal dio Efesto:
"E fece per primo uno scudo grande e pesante
ornandolo dappertutto; un orlo vi fece, lucido,
triplo, scintillante, e una tracolla d'argento.
Erano cinque le zone dello scudo, e in esso
fece molti ornamenti con i suoi sapienti pensieri.
Vi fece la terra, il cielo e il mare,l'infaticabile sole e la luna piena,
e tutti quanti i segni che incoronano il cielo,
le Pleiadi, l'Iadi e la forza di Orione
e l'Orsa, che chiamiamo col nome di Carro:
ella gira sopra se stessa e guarda Orione,
e sola non ha parte dei lavacri d'Oceano".
Ciò che emerge dal profondo si identifica, secondo il mito greco, nel Fato. Esiste una correlazione tra gli stati di conflittualità all'interno dei nuclei familiari e il rapporto con il divino. Il conflitto è una frattura tra ciò che avviene all'interno dell'Io, nel suo processo di evoluzione, e il confronto con un'esteriorità impossibile da controllare a livello di coscienza. In ciò che sfugge al controllo dell'Io rientra il rapporto con il divino, ma questa condizione conflittuale è un percorso evolutivo, lungo il quale emergono gli aspetti che scandiscono e caratterizzano l'evoluzione dell'Io: i complessi.
Quindi la chiave di lettura del cielo astrale è significativa se analizzata alla luce dei complessi, per i quali l'Io, nel suo rapporto conscio/inconscio, è sempre dinamico. I complessi di per sé stessi non sono patologici, ma possono essere costruttivi; complessi normali, accidentali, dovuti a traumi scaturiti da abusi, permanenti; questi ultimi sono i complessi patologici, sovente di natura familiare, di richiamo quindi al Fato nella sua accezione tragica.
Jung, allievo di Freud, arricchisce tutto ciò che è spettro dell'Io con la forza dell'energia, in riferimento ad aspetti significativi delle dinamiche di coscienza, "governate" dagli archetipi, attraverso i quali si instaura una connessione tra la sfera del profondo e il mito. Le dinamiche dell'Io cosciente creano la trama della mappa del mistero, sinonimo di molteplicità coesistenti e contraddittorie (i complessi) quali conflittualità e dinamicità. Walt Whitman diceva che noi siamo un insieme di moltitudini. Il mito greco è il più elevato richiamo di queste moltitudini.
Ci si può raffigurare una scacchiera, simbolo della collettività, e l'individuo con il suo inconscio personale collocato come pedina sulla scacchiera dei nostri complessi. Le figure mitiche, ossia gli dèi, vengono traslate nei pianeti. Fondamentale è l'aspetto Saturno/Sole. Saturno incarna l'autorità, la struttura, il limite. L'opposizione Sole/Saturno, ma anche la quadratura Sole/Saturno, causa una dinamica energetica di contrasto molto forte, a dispetto di una linearità più "passiva" rappresentata dal sestile Sole/Saturno. In un contesto dinamico, l'individuo con il Sole/Saturno in opposizione o quadrato avrà necessità di dare "battaglia" alla figura paterna, reagendo in modo insofferente e drastico alle dinamiche del rapporto padre/figlio; dall'inconscio personale, il figlio si posizionerà in antagonismo con il padre, facendo così emergere i suoi complessi, non solo nel confronto con il padre, ma anche nelle sue relazioni, di qualunque natura esse siano.
Si configura in questo modo il rapporto intrinseco tra la mappa astrologica e il Fato, rapporto costituito dagli atteggiamenti compulsivi nei confronti di tutto ciò verso cui si prova ribellione o che sfugge al nostro controllo. In un certo senso, esiste una combinazione alchemica tra l'inconscio personale dell'individuo, la sua carta astrale e il mondo esterno in cui si svolge la sua esistenza, con riferimenti di tipo collettivo che rivestono un significato individuale: il padre e la madre. Il complesso paterno può prendere il comando in modo inconsapevole, dando luogo a un processo di lotta psichica. Il complesso è Saturno; tutto è un avvicendarsi di "incontri" ed "esperienze" saturnine, molte cose sono inevitabili. Questo "fluire" è misterioso e profondissimo, in termini spirituali e filosofici.
Il modo in cui l'Io, con le sue capacità di scelta, tramite la riflessione e la consapevolezza, si pone dinanzi alle compulsioni dettate dai complessi, integra la coscienza individuale nella coscienza collettiva nel suo divenire, aprendo nuovi canali che possono condurre anche a significative svolte creative. Il complesso è un centro dinamico ed energetico importantissimo. Creare uno stato di coscienza ad esso assimilato equivale a un comportamento saturnino, perché risponde appieno al fatto che il complesso o i complessi costituiscono la nostra struttura psichica.
Questo in base a un'esposizione mercuriale, che instaura a livello di coscienza, in direzione del linguaggio/pensiero/esteriorizzazione/comunicazione esterna, un rapporto Mercurio-Saturno, in cui Saturno, la struttura, crea dall'interno, veicolando gli impulsi creativi dall'Io personale a un Io collettivo (Istituto Warburg - Professor Wittkower: "Nati sotto Saturno" o dell'opera artistica di grandi artisti). I complessi vivono, o meglio, si manifestano in proiezioni, da cui derivano reazioni emotive, ossia qualcosa che in ognuno di noi vive di vita propria.
Interessante l'aspetto Saturno-Plutone, esteticamente rappresentato da Visconti in "Morte a Venezia", in cui il giovane Tadzio è l'incarnazione di Eros, richiamo di una passione indesiderata e quindi configurazione dell'amore come sinonimo di vita e morte (Maupassant: "Forte come la morte"). Plutone in quinta casa, in aspetto a Saturno, esprime problemi legati alla vita intima. Il riferimento alle case è un aspetto specifico, proprio dell'inconscio, che "spinge" per diventare cosciente; Plutone è un pianeta esterno, la cui valenza è fortemente collettiva, e in questi termini amplifica l'archetipo che rappresenta in termini di morte, trasformazione e mistero.
Questo perché gli archetipi che "regolano" i complessi dell'Io cosciente hanno un'angolazione esoterica. Al di là della struttura-Saturno, di Plutone-morte e trasformazione, al di là del visibile e dell'esperienza materiale, esiste una dimensione intuitiva e spirituale, espressa da Urano, simboleggiato dalla forma del fulmine, quindi come il pianeta dei complessi che sfuggono a ogni controllo e che, al momento della loro "manifestazione" o identificazione con l'Io, diventano problematici.
I complessi possono esteriorizzarsi anche idealizzando luoghi o rapporti con persone, per aspetti di Nettuno che portano in questa direzione; ma il tentativo mai risolto di instaurare un rapporto emotivo con una madre sempre distante può degenerare in trauma, diventando qualcosa che determina il passaggio dal complesso a qualcosa di patologico. La fonte energetica del complesso è il reagente di cui l'Io cosciente dispone per reagire ai traumi.
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